Di valute al mondo ne esistono decine, ma ce n’è una in particolare che è tradizionalmente riconosciuta come il bene rifugio con la B maiuscola: stiamo parlando del franco svizzero. Di questo tipo di beni gli investitori ne sentono un disperato bisogno, perché garantiscono qualche certezza in più in un contesto geopolitico ancora oggi caratterizzato da una forte volatilità. Scopriamo più nel dettaglio le loro ragioni.
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Il bene rifugio per eccellenza in Europa
Il Franco Svizzero è di norma percepito come una valuta ultra-sicura proprio in funzione della stabilità politica della Svizzera e delle ampie riserve auree della sua Banca Centrale.
In un contesto economico globale che come abbiamo anticipato è caratterizzato da continue incertezze, fluttuazioni dei mercati e tensioni internazionali (si pensi alla guerra in Ucraina, o alla recente crisi in Medio Oriente), la divisa elvetica continua a rappresentare un approdo sicuro per i capitali di tutto il mondo. La neutralità storica del Paese, unita a un sistema bancario solido e a una gestione delle finanze pubbliche rigorosa, garantisce al franco una protezione preziosa contro le svalutazioni che non di rado colpiscono altre monete nei momenti di forte turbolenza sui mercati finanziari.
I motivi macroeconomici dietro il forte apprezzamento della valuta
La forza strutturale e il costante trend di apprezzamento del franco svizzero nei confronti delle principali valute mondiali (è il caso dell’Euro, ma anche del Dollaro statunitense) non sono il frutto del caso, bensì il risultato di precise dinamiche macroeconomiche.
In primo luogo, la Svizzera vanta un differenziale d’inflazione storicamente favorevole: la stabilità dei prezzi interni è nettamente superiore a quella delle principali economie occidentali, mantenendo elevato il potere d’acquisto reale della valuta. In secondo luogo, il Paese presenta un surplus strutturale della bilancia dei pagamenti e un livello di debito pubblico in rapporto al PIL tra i più bassi al mondo, fattori che rassicurano gli investitori istituzionali sulla tenuta del sistema.
La correlazione del franco svizzero con i mercati globali in tempi di crisi geopolitica
Durante le fasi di acuta crisi geopolitica o di potenziale recessione globale, si attiva regolarmente la dinamica di flight-to-safety (cioè la fuga verso la sicurezza). Il franco svizzero mostra una spiccata correlazione inversa rispetto ai mercati azionari e agli asset ad alto rischio.
Quando i mercati azionari globali entrano in sofferenza e l’indice di volatilità sale, i flussi finanziari internazionali abbandonano i Paesi emergenti o le valute più esposte alle fluttuazioni per rifugiarsi in asset elvetici. Questo afflusso massiccio di liquidità provoca un apprezzamento immediato del tasso di cambio del CHF.
La Banca Nazionale Svizzera (BNS) si trova dunque molto spesso a dover gestire questo fenomeno: se da un lato un franco forte protegge l’economia dall’inflazione importata, dall’altro c’è pur sempre il rovescio della medaglia, perché rischia di penalizzare le esportazioni elvetiche. Per questo motivo, la BNS adotta politiche monetarie estremamente flessibili, che spaziano dall’aggiustamento dei tassi d’interesse agli interventi diretti sul mercato dei cambi per evitare shock sistemici al tessuto produttivo nazionale.
Investire in franchi svizzeri oggi
Per gli investitori che desiderano allocare parte del proprio portafoglio in CHF per proteggersi da eventuali crisi geopolitiche o inflazionistiche, esistono diversi strumenti. Di seguito vi mostriamo un confronto dettagliato tra i principali metodi d’investimento diretto in valuta: conti in valuta estera, ETF valutari e liquidità pura. Ecco una tabella riassuntiva delle loro caratteristiche.
| Strumento finanziario | Profilo di Rischio / costi | Rendimento / obiettivo | Vantaggi principali | Svantaggi principali |
| Conti in Valuta Estera (CHF) | Rischio: Basso Costi: Commissioni di cambio e spese di gestione conto | Rendimento: Nullo o legato a eventuali tassi di deposito Obiettivo: Protezione del capitale | • Accesso immediato ai fondi • Nessun rischio di mercato azionario | • Rischio di costi di conversione elevati • Nessun rendimento reale (erosione da costi) |
| ETF Valutari (su EUR/CHF o CHF) | Rischio: Medio-Basso Costi: TER ridotto (tipicamente 0,15% – 0,40% annuo) | Rendimento: Legato alle variazioni del tasso di cambio Obiettivo: Copertura (hedging) e speculazione | • Elevata liquidità su Borsa • Gestione efficiente tramite conto titoli standard | • Presenza di rischio di controparte o di replica • Volatilità giornaliera del cambio |
| Liquidità Pura (Contanti CHF) | Rischio: Basso (fisico) Costi: Nessun costo di gestione, potenziale costo di giacenza | Rendimento: Nullo Obiettivo: Riserva di valore estrema (tail risk) | • Svincolata dal sistema bancario estero • Massima sicurezza percepita | • Rischio di furto o smarrimento • Manca qualsiasi rendimento o interesse |
In definitiva, consigliamo di puntare sul franco svizzero a tutti quegli investitori che hanno bisogno al contempo copertura e stabilità. Se l’obiettivo è la pura protezione da scenari di crisi estrema – proprio come quelle a cui abbiamo assistito di recente – la liquidità e i conti in valuta offrono semplicità, mentre gli ETF valutari consentono una gestione più dinamica ed efficiente all’interno di un dossier titoli.